{"id":1152,"date":"2026-09-04T12:03:19","date_gmt":"2026-09-04T12:03:19","guid":{"rendered":"https:\/\/shahed.org\/news\/?p=1152"},"modified":"2026-09-04T12:39:20","modified_gmt":"2026-09-04T12:39:20","slug":"l_iran-l_analisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shahed.org\/news\/2026\/09\/04\/l_iran-l_analisi\/","title":{"rendered":"L_Iran l_analisi"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"viewsHeaderText\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1158\" src=\"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ICC.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"512\"><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">L\u2019Iran non sta vincendo la guerra e sta anche perdendo il controllo di Hormuz: l\u2019analisi oltre la propaganda del regime e dei media internazionali<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La\u00a0<strong>Repubblica islamica<\/strong>\u00a0sta perdendo la sua influenza a Hormuz, ma \u00e8 opinione comune che \u201c<em>l\u2019Iran ha vinto\u201d.<\/em>\u00a0Ma\u00a0<strong>l\u2019Iran<\/strong>\u00a0non sta vincendo: in questa ultima fase della guerra. Teheran sta invece perdendo la principale leva strategica che si era creata, cio\u00e8 il controllo dello\u00a0<strong>Stretto di Hormuz<\/strong>. Secondo una falsa narrazione l\u2019Iran starebbe vincendo perch\u00e9, nonostante settimane di bombardamenti americani e israeliani, il regime \u00e8 ancora al potere, non ha accettato le concessioni richieste, conserva una capacit\u00e0 missilistica e continua a minacciare la navigazione attraverso Hormuz. Questa interpretazione, per\u00f2, \u00e8 fuorviante e semplicistica perch\u00e9 non tiene conto del cambiamento avvenuto soprattutto nell\u2019ultima fase della guerra che ha prodotto la quasi completa distruzione dell\u2019economia del paese gi\u00e0 compressa da decenni di sanzioni.<\/p>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Dobbiamo tener presente che per loro vincere vuol dire continuare ad esistere, a restare al timone. Vincere per gli ayatollah e i pasdaran significa non essere crollati, resistere. Nella dottrina strategica fondante della Repubblica islamica la pace con\u00a0<strong>Washington, Israele<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>l\u2019Occidente<\/strong>\u00a0non \u00e8 prevista. La politica estera iraniana ha due pilastri fondamentali a cui non pu\u00f2 rinunciare:\u00a0<strong>nucleare<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0guerra all\u2019occidente<\/strong>. La sua \u00e8 una necessit\u00e0 di sicurezza ontologica. L\u2019ostilit\u00e0 verso l\u2019America non \u00e8 una merce di scambio; \u00e8 il fondamento dell\u2019identit\u00e0 del regime e del suo senso di legittimit\u00e0. Qualsiasi accordo che imponga di abbandonarla rappresenta una minaccia esistenziale maggiore della guerra. \u00c8 questo che fa dire a Teheran che sta vincendo la guerra. In Occidente sembra diffondersi tale propaganda del regime perch\u00e9 nessuno ha simpatia per Trump, quindi il fatto di dire dice che\u00a0<strong>l\u2019Iran<\/strong>\u00a0ha vinto e che\u00a0<strong>Trump<\/strong>\u00a0ha fallito fa comodo. Analizziamo i motivi per cui, soprattutto in quest\u2019ultima fase della guerra la\u00a0<strong>Repubblica islamica<\/strong> sta attraversando un momento critico che potrebbe condurla alla disfatta.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il conflitto, iniziato il 28 febbraio, si \u00e8 sviluppato in quattro fasi. La prima \u00e8 stata caratterizzata da sei settimane di intensi bombardamenti. La seconda si \u00e8 aperta con il cessate il fuoco e i negoziati del 7 aprile, culminati nel memorandum firmato il 17 giugno da<strong>\u00a0Donald Trump<\/strong>\u00a0e dal presidente iraniano\u00a0<strong>Masoud Pezeshkian.<\/strong>\u00a0Nella terza fase, Teheran ha ripreso a colpire le navi mercantili nello Stretto, cercando di costringere Washington ad accettare il controllo iraniano su quella rotta strategica. In quel momento l\u2019Iran sembrava avere riconquistato una sua deterrenza: la<strong>\u00a0chiusura di Hormuz<\/strong>\u00a0avrebbe potuto provocare un aumento dei prezzi dell\u2019energia e perfino una crisi economica mondiale, obbligando gli Stati Uniti a fare marcia indietro. Da met\u00e0 luglio, tuttavia, Washington ha modificato la propria strategia, aprendo la quarta fase della guerra. Gli\u00a0<strong>Stati Uniti<\/strong>\u00a0hanno imposto nuovamente il blocco militare ai porti iraniani, aumentando le sanzioni contro le esportazioni petrolifere di Teheran e intensificando le operazioni per liberare le rotte marittime e proteggere le navi commerciali. Questa strategia starebbe rovesciando i rapporti di forza. Le esportazioni petrolifere iraniane sono state fortemente limitate, mentre quelle degli altri produttori hanno ripreso a circolare. I prezzi dell\u2019energia sono rimasti relativamente stabili e i flussi di\u00a0<strong>petrolio<\/strong>\u00a0attraverso\u00a0<strong>Hormuz<\/strong>\u00a0sarebbero tornati a circa due terzi dei livelli precedenti alla guerra. L\u2019Iran non sarebbe quindi riuscito a provocare lo\u00a0<strong>shock energetico<\/strong>\u00a0necessario per piegare gli Stati Uniti.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"2\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<h1 class=\"viewsHeaderText\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1162\" src=\"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Sabalenka.jpg\" alt=\"\" width=\"1049\" height=\"521\"><\/h1>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La pressione si sta concentrando su Teheran. Il Paese era entrato nel conflitto gi\u00e0 indebolito da anni di sanzioni e cattiva gestione economica. Ora l\u2019economia iraniana dovrebbe contrarsi di oltre il 5%, mentre l\u2019inflazione si avvicina al 70%. La valuta \u00e8 crollata, i prezzi dei beni essenziali sono aumentati e oltre un milione di posti di lavoro sarebbero stati persi nei primi tre mesi di guerra. La capacit\u00e0 dell\u2019<em>Iran<\/em>\u00a0di proseguire il conflitto non dipende soltanto dai missili ancora disponibili, ma anche dalle risorse necessarie alle\u00a0<strong>Guardie rivoluzionarie<\/strong>\u00a0per mantenere il controllo interno. Prima della guerra, il regime era gi\u00e0 sottoposto a una forte pressione popolare, alimentata dalla repressione e dalla crisi economica. L\u2019eliminazione di gran parte della leadership iraniana, nella prima fase del conflitto, ha favorito il consolidamento delle Guardie rivoluzionarie e un\u2019ulteriore repressione. Il blocco americano, invece, colpisce direttamente le risorse economiche indispensabili alla sopravvivenza del sistema.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\"><\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Per la prima volta dalla<strong>\u00a0Rivoluzione del 1979,<\/strong>\u00a0l\u2019Iran deve affrontare un embargo militare sulla sua principale via economica. Per uscire dall\u2019isolamento dovrebbe smettere di minacciare le navi nello Stretto e abbandonare ci\u00f2 che resta del programma di arricchimento nucleare, gi\u00e0 in gran parte distrutto. Trump accetterebbe probabilmente un accordo simile, ma le<strong>\u00a0Guardie rivoluzionarie<\/strong>\u00a0considererebbero qualsiasi concessione una dimostrazione di debolezza capace di minacciare il loro potere. Teheran potrebbe reagire intensificando gli attacchi alle petroliere, colpendo le infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo o utilizzando gli\u00a0<strong>Houthi<\/strong>\u00a0per ostacolare la navigazione nel<strong>\u00a0Mar Rosso.<\/strong>\u00a0Si tratterebbe, per\u00f2, della ripetizione di una strategia che finora non ha raggiunto i propri obiettivi. Gli\u00a0<strong>Stati del Golfo<\/strong>, pur temendo l\u2019escalation, non sembrano disposti a cedere alle pressioni iraniane. Inoltre, i tentativi di\u00a0<strong>bloccare Hormuz<\/strong>\u00a0mediante droni, missili e mine vengono contrastati sempre pi\u00f9 efficacemente dagli Stati Uniti. L\u2019obiettivo dell\u2019Iran era usare la chiusura dello Stretto per aumentare i prezzi dell\u2019energia e della benzina negli<strong>\u00a0Stati Uniti<\/strong>, danneggiare l\u2019economia mondiale e costringere Trump a ritirarsi, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine. Questa previsione si starebbe rivelando sbagliata: il presidente americano appare pi\u00f9 determinato del previsto e Washington \u00e8 riuscita a ridurre l\u2019efficacia della principale arma politica ed economica di Teheran.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\"><\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">L\u2019Iran continua a sostenere che non rinuncer\u00e0 mai all\u2019arricchimento nucleare, alla propria influenza su Hormuz e alle milizie alleate nella regione. Il ministro degli Esteri\u00a0<strong>Abbas Araghchi<\/strong>\u00a0afferma che blocco e sanzioni sono destinati a fallire. Tuttavia, nessun governo potrebbe resistere indefinitamente alla crescente pressione economica e militare. Teheran pensava di aver individuato il punto di rottura di Trump; ora potrebbero essere gli\u00a0<strong>Stati Uniti<\/strong>\u00a0a trovare quello del regime iraniano. La guerra \u00e8 ancora lontana dalla conclusione e potrebbe proseguire a lungo. Mentre nelle prime fasi Washington agiva con obiettivi confusi e mutevoli, oggi la strategia appare pi\u00f9 chiara: bloccare le esportazioni iraniane, garantire il passaggio delle navi commerciali,<strong>\u00a0sottrarre a Teheran il controllo di Hormuz<\/strong>\u00a0e costringerla a rinunciare all\u2019arricchimento nucleare. L\u2019Iran, dunque, non avrebbe vinto la guerra. Al contrario, starebbe perdendo la capacit\u00e0 di tenere in ostaggio lo Stretto di Hormuz e di ricattare gli Stati Uniti e l\u2019economia mondiale. Con il peggioramento della crisi interna e la progressiva riapertura delle rotte petrolifere, il nuovo equilibrio strategico favorirebbe Washington, non Teheran.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">ARTIOLO 2<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Questo democratico sar\u00e0 il prossimo Obama? Perch\u00e9 cresce l\u2019entusiasmo per il 2028<\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1161\" src=\"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/JON.jpg\" alt=\"\" width=\"767\" height=\"512\"><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\"><\/h1>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">ARTIOLO 3<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Questo democratico sar\u00e0 il prossimo Obama? Perch\u00e9 cresce l\u2019entusiasmo per il 2028<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">ARTIOLO 4<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Innocenzi contro l\u2019Ordine dei giornalisti: \u201cObsoleto, liberticida e corporativo\u201d. Oggi si presenta come giornalista ma non lo \u00e8<\/h1>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">\u201c<b>Obsoleto, liberticida e corporativo<\/b>\u201d. Cos\u00ec\u00a0<b>Giulia Innocenzi<\/b> definiva l\u2019Ordine dei giornalisti nel 2012. E spiegava anche perch\u00e9, nonostante questa convinzione, fosse diventata praticante: \u201cSolo per garantirmi il contratto Fieg-Fnsi\u201d. Quattordici anni dopo Innocenzi si definisce \u201cgiornalista\u201d sui propri social e come tale viene presentata anche sul sito della Rai, spiega Agricola, nelle pagine dedicate a Report. Eppure, secondo le risultanze consultabili dell\u2019Albo, non risulta attualmente iscritta n\u00e9 tra i professionisti n\u00e9 tra i pubblicisti.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"0\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\">\n<h1 class=\"viewsHeaderText\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1160\" src=\"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Innocenzi.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"576\"><\/h1>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Nel maggio 2012 scriveva su Facebook: \u201c<b>Sono per l\u2019abolizione dell\u2019Ordine dei giornalisti che \u00e8 obsoleto<\/b>, li<b>berticida e corporativo<\/b>\u00a0e attualmente risulto come praticante perch\u00e9 Santoro \u00e8 uno dei pochi che applica contratti giornalistici\u201d. Un anno dopo prov\u00f2 comunque a entrarci. Nel 2013 Innocenzi, secondo le ricostruzioni, partecip\u00f2 all\u2019esame per diventare giornalista professionista, ma non super\u00f2 la prova scritta. A raccontarlo all\u2019epoca fu Fanpage, che pose una domanda piuttosto semplice: se si vuole abolire l\u2019Ordine, perch\u00e9 sostenere l\u2019esame per entrarci?<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">\u201cLa questione non \u00e8 tanto la bocciatura\u201d, scriveva Fanpage, ricordando che anche colleghi autorevoli erano stati fermati dall\u2019esame. E molti, pur essendo autorevoli giornalisti, non sono iscritti: \u201cPerch\u00e9 Giulia Innocenzi vuole diventare giornalista professionista visto che \u00e8 a favore dell\u2019abolizione dell\u2019Ordine dei Giornalisti, ente di diritto pubblico ad iscrizione obbligatoria?\u201d.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"1\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div class=\"root\">\n<div class=\"content-card-container\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><b>Innocenzi si presenta come giornalista, lavora per Report e firma inchieste\u00a0<\/b>dedicate alla zootecnia e agli allevamenti ma, come ha spiegato Il Giornale, \u00e8 stata anche finanziata da privati che avevano interessi nel settore del vegano. Allo stesso tempo promuove la raccolta del 5 per mille per sostenere le proprie attivit\u00e0. C\u2019\u00e8 inoltre Food for Profit, il documentario sugli allevamenti intensivi finanziato anche attraverso contributi privati. Un intreccio che merita di essere ricostruito e approfondito, soprattutto per capire se esistano sovrapposizioni tra chi ha finanziato il documentario e i soggetti o gli interessi raccontati successivamente nei servizi televisivi<\/p>\n<h1 data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><span style=\"color: #0000ff;\">ARTICOLO 5<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Treasury USA, il fondo sovrano norvegese pronto a tagliare 80 miliardi di dollari<\/h1>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il fondo sovrano norvegese, che ha asset per\u00a02.300 miliardi di dollari, ha proposto una revisione del portafoglio di titoli di Stato che potrebbe portare a ridurre di circa\u00a0<strong>80 miliardi di dollari\u00a0<\/strong>le partecipazioni nei\u00a0<strong>Treasury Usa.\u00a0<\/strong>Lo scopo sarebbe aumentare i rendimenti.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"0\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><strong>Norges Bank Investment Management\u00a0<\/strong>ha indicato in una lettera inviata marted\u00ec al\u00a0<strong>ministero delle Finanze norvegese<\/strong>\u00a0la raccomandazione di ridurre\u00a0<strong>dal 70% al 50%\u00a0<\/strong>il peso dei titoli di Stato nell\u2019indice obbligazionario del fondo.\u00a0Secondo stime dell\u2019<em>FT<\/em>,\u00a0le proposte ridurrebbero di circa\u00a0<strong>106 miliardi di dollari\u00a0<\/strong>l\u2019esposizione complessiva del fondo ai titoli di Stato di tutto il mondo, con la maggior parte del taglio concentrata sui Treasury. Poco meno del\u00a0<strong>26%<\/strong>\u00a0del fondo complessivo \u00e8 investito in strumenti a reddito fisso.<\/p>\n<h2 class=\"article-sub-heading\">Il selloff sui bond e la paura dell\u2019inflazione<\/h2>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La proposta arriva in un momento di preoccupazione\u00a0per l\u2019aumento dei livelli di debito pubblico e per il\u00a0<strong>selloff sui mercati obbligazionari\u00a0<\/strong>globali in corso quest\u2019anno, mentre la\u00a0<strong>guerra degli Stati Uniti con l\u2019Iran<\/strong>\u00a0alimenta i timori sull\u2019inflazione. Il segretario al Tesoro<strong>\u00a0Scott Bessent\u00a0<\/strong>\u00e8 intervenuto pi\u00f9 volte sul mercato dei Treasury durante l\u2019estate, ma i rendimenti restano ai massimi da anni.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"1\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div class=\"root\">\n<div class=\"content-card-container\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Una minore allocazione ai Treasury sarebbe compensata da acquisti di prodotti a reddito fisso pi\u00f9 rischiosi, in particolare strumenti di debito come i\u00a0<strong>mortgage-backed securities<\/strong>. Gli Mbs\u00a0sono in gran parte garantiti da agenzie governative,\u00a0significa che l\u2019esposizione della Norvegia al rischio di un default del governo statunitense verrebbe ridotta solo in misura modesta. Offrono tuttavia rendimenti leggermente superiori rispetto ai Treasury, a causa del rischio che i mutui vengano rimborsati anticipatamente.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">I titoli Mbs\u00a0emessi dalle agenzie sono \u00abgarantiti da Fannie Mae, Freddie Mac e Ginnie Mae e la qualit\u00e0 creditizia \u00e8 vicina a quella dei titoli di Stato statunitensi\u00bb, riporta la lettera.\u00a0La missiva, firmata da<strong>\u00a0Ida Wolden Bache,<\/strong>\u00a0governatrice di Norges Bank, e\u00a0<strong>Nicolai Tangen<\/strong>, amministratore delegato di Nbim, \u00e8 stata inviata in risposta alle domande poste all\u2019inizio dell\u2019anno dal ministero delle Finanze sul ruolo e sul peso del portafoglio obbligazionario del fondo.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"2\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div class=\"root\">\n<h1 class=\"viewsHeaderText\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1159\" src=\"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ICJ.jpg\" alt=\"\" width=\"767\" height=\"1023\"><\/h1>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"article-list-slot\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">L\u2019esposizione al dollaro Usa rimarrebbe \u00absostanzialmente invariata\u00bb nonostante le proposte. Secondo la lettera, l\u2019esposizione al dollaro diminuirebbe di 0,5 punti percentuali.\u00a0Le proposte arrivano dopo le dichiarazioni rilasciate ad aprile dal ministro delle Finanze\u00a0<strong>Jens Stoltenberg<\/strong>, secondo cui il fondo \u00abnon ha intenzione di ridurre l\u2019esposizione agli Stati Uniti\u00bb, nonostante alcuni parlamentari norvegesi abbiano suggerito che il fondo sia\u00a0eccessivamente esposto agli asset Usa.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La proposta di Nbim\u00a0prevede di ridurre di\u00a0<strong>12,2 punti percentuali\u00a0<\/strong>l\u2019esposizione del fondo ai Treasury Usa, aumentando al contempo di\u00a0<strong>11,4 punti percentuali<\/strong>\u00a0le partecipazioni in strumenti statunitensi a reddito fisso diversi dai titoli di Stato. Secondo le stime del Financial Times, questo fatto\u00a0comporterebbe una riduzione di 80 miliardi di dollari dell\u2019allocazione ai Treasury.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\"><\/div>\n<h2 class=\"article-sub-heading\">Pi\u00f9 titoli di Stato giapponesi<\/h2>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">L\u2019allocazione ai gilt britannici rimarrebbe invariata, mentre la<strong>\u00a0posizione in titoli di Stato giapponesi aumenterebbe di 2,8 punti percentuali (dopo che il decennale \u00e8 salito a poltre il 3%).<\/strong><\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il fondo, che dispone di oltre 2.000 miliardi di dollari di asset accumulati attraverso la vendita delle ingenti risorse petrolifere del Paese scandinavo, investe sui mercati esteri e viene utilizzato per attenuare le fluttuazioni di breve termine del bilancio nazionale e per risparmiare in vista di futuri investimenti nell\u2019economia norvegese.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il portavoce di Nbim ha precisato che la lettera costituisce soltanto un \u00abparere\u00bb, nell\u2019ambito di raccomandazioni pi\u00f9 ampie che un \u00abConsiglio di esperti\u00bb presenter\u00e0 al ministero delle Finanze entro gennaio. Il ministero presenter\u00e0 le proprie raccomandazioni definitive al Parlamento nella primavera del 2027.\u00a0La lettera propone di adattare il\u00a0<em>Bloomberg Global Aggregate bond index<\/em>\u00a0trasformandolo in un indice suddiviso a met\u00e0 tra titoli di Stato e altre forme di debito dei mercati sviluppati, come i mortgage-backed securities e le obbligazioni emesse dalle banche di sviluppo.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La lettera propone inoltre di seguire l\u2019esempio di altri grandi fondi sovrani, ponderando i titoli di Stato in proporzione al valore di mercato del debito invece che in base al Pil degli emittenti. (riproduzione riservata)<\/p>\n<h1 data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><span style=\"color: #0000ff;\">ARTICOLO VI<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Immigrazione, l&#8217;Arabia Saudita deporta 15mila persone in una settimana (il 58% sono etiopi)<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">L\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/arabia-saudita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;destination&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:1,&quot;c.t&quot;:7}\">Arabia Saudita<\/a>\u00a0ha deportato 14.905 persone nell\u2019ambito di una vasta operazione nazionale contro le violazioni delle norme su soggiorno,\u00a0<strong>lavoro e sicurezza delle frontiere e gli etiopi rappresentano la maggioranza degli stranieri fermati mentre tentavano di entrare illegalmente nel Paese.<\/strong><\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"0\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La campagna di controlli, condotta tra il\u00a020 e il 26 agosto, ha portato all\u2019arresto di\u00a014.434 persone, secondo quanto riferito dal ministero dell\u2019Interno saudita.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/africa.businessinsider.com\/local\/lifestyle\/middle-easts-2nd-largest-economy-deports-nearly-15000-people-in-one-week-as\/117htl1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;destination&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:1,&quot;c.t&quot;:7}\">Nel dettaglio,\u00a06.976 persone\u00a0sono state fermate per violazioni delle norme sulla residenza<\/a>,\u00a04.110\u00a0per infrazioni alle regole sulla sicurezza delle frontiere e\u00a03.348\u00a0per violazioni delle disposizioni sul lavoro.<\/strong><\/p>\n<h4 class=\"article-sub-heading\">Etiopi in maggioranza tra gli arrestati al confine<\/h4>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">A colpire, soprattutto, sono i dati relativi agli ingressi irregolari, dei\u00a01.450 stranieri arrestati mentre tentavano di entrare illegalmente in Arabia Saudita, il\u00a058% era di nazionalit\u00e0 etiope.\u00a0<strong>I cittadini yemeniti rappresentavano invece il\u00a041%, mentre il restante\u00a01%\u00a0era composto da persone di altre nazionalit\u00e0.<\/strong>\u00a0E altre\u00a044 persone\u00a0sono state fermate mentre tentavano di lasciare illegalmente il Paese.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">L\u2019Arabia Saudita \u00e8 una delle principali economie del Medio Oriente e rappresenta una delle destinazioni pi\u00f9 importanti per i lavoratori migranti provenienti dall\u2019Africa e dall\u2019Asia.\u00a0<strong>Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2025 l\u2019economia saudita \u00e8 cresciuta del 4,6%, sostenuta dall\u2019aumento della produzione petrolifera e dalla crescita delle attivit\u00e0 non legate al petrolio.<\/strong><\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"1\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">L\u2019intensificazione dei controlli arriva mentre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/riyadh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;destination&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:1,&quot;c.t&quot;:7}\">Riyadh<\/a>\u00a0prosegue nell&#8217;applicazione delle norme sull&#8217;immigrazione e sul lavoro, parallelamente all&#8217;attuazione del programma\u00a0Vision 2030, che ha aumentato la domanda di manodopera nei settori dell&#8217;edilizia, dell&#8217;ospitalit\u00e0, della logistica e in altre attivit\u00e0.<\/p>\n<h4 class=\"article-sub-heading\">Quasi 30mila persone ancora sottoposte alle procedure<\/h4>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Oltre alle\u00a014.905 deportazioni gi\u00e0 completate, le autorit\u00e0 saudite hanno avviato le procedure per altri\u00a018.914 cittadini stranieri, affidandoli alle rispettive rappresentanze diplomatiche per ottenere i documenti di viaggio necessari mentre altre\u00a02.867 persone\u00a0erano invece in attesa di completare le procedure per il rimpatrio.<\/p>\n<p class=\"\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Complessivamente,\u00a029.938 espatriati, tra cui\u00a027.957 uomini e 1.981 donne, risultavano ancora sottoposti alle procedure legate alle violazioni delle norme sull&#8217;immigrazione e sulla residenza.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Durante l&#8217;operazione sono state inoltre fermate\u00a027 persone\u00a0accusate di aver trasportato, ospitato o dato lavoro a individui che violavano le norme sulla residenza, sul lavoro o sulla sicurezza delle frontiere.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"2\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div class=\"root\">\n<div class=\"content-card-container\">\n<div class=\"card-actions-button-container\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><strong>L&#8217;operazione rientra in una pi\u00f9 ampia serie di campagne di controllo condotte in tutto il Paese contro le violazioni delle norme sull&#8217;immigrazione e sul lavoro e contro chi favorisce la permanenza irregolare degli stranieri.<\/strong><\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Operazioni analoghe hanno portato a migliaia di arresti e deportazioni anche nei mesi precedenti: nella settimana conclusa il\u00a019 agosto, le autorit\u00e0 avevano registrato oltre\u00a014mila arresti, mentre in luglio e maggio le operazioni settimanali avevano portato, in singoli casi, a pi\u00f9 di\u00a010mila deportazioni.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Le autorit\u00e0 saudite hanno inoltre avvertito che chi facilita l&#8217;ingresso illegale nel Paese, trasporta o nasconde persone prive dei requisiti di soggiorno rischia\u00a0fino a 15 anni di carcere, una multa fino a\u00a0un milione di riyal sauditi\u00a0e la confisca dei veicoli o degli immobili utilizzati per commettere le violazioni.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">ARTICOLO VII<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Fuga dei cervelli, gli stipendi pi\u00f9 alti del 60% alla base del mancato ritorno. Ma l\u2019Italia attrae i laureati stranieri: oltre la met\u00e0 resta<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La mobilit\u00e0 dei nostri \u201cdottori\u201d delinea uno scenario complesso in cui l&#8217;Italia recita la doppia parte di Paese &#8220;donatore&#8221; di talenti e di inatteso bacino di accoglienza per le risorse estere. I dati del\u00a0<strong>Rapporto AlmaLaurea 2026 sugli esiti occupazionali dei laureati<\/strong>\u00a0&#8211; evidenziato nei suoi tratti salienti dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.skuola.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;destination&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:1,&quot;c.t&quot;:7}\">portale Skuola.net<\/a>\u00a0&#8211; rivelano, infatti, una realt\u00e0 a due velocit\u00e0.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Se la cosiddetta<strong>\u00a0&#8220;fuga dei cervelli&#8221;\u00a0<\/strong>italiani appare inarrestabile, spinta soprattutto da retribuzioni estere che superano quelle nazionali del 60%, questa trova un contrappeso nella stanzialit\u00e0 dei\u00a0<strong>laureati stranieri formati nella Penisola<\/strong>, con ben il 56,2% rimane a lavorare in Italia a cinque anni dal titolo.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Dinamiche che, in ogni caso, sono influenzate anche dal percorso di studi svolto, dal background d&#8217;origine e genere, con le donne straniere che guidano il radicamento sul territorio italiano.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Ma andiamo per ordine. Ogni anno, migliaia di giovani lasciano l&#8217;Italia: questo \u00e8 un fatto. I numeri sono chiari: tra i laureati del 2024 &#8211; quelli analizzati da AlmaLaurea per la realizzazione del suo focus sul tema, allegato al Rapporto 2026 &#8211; si stima un\u00a0<strong>flusso in uscita verso l&#8217;estero di ben 7.800 unit\u00e0 a un anno dal titolo<\/strong>.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">A livello generale, a dodici mesi dalla laurea, lavora oltreconfine<strong>\u00a0il 3,0% dei laureati triennali e il 5,4% di quelli magistrali<\/strong>. Percentuali che,\u00a0<strong>a cinque anni dal titolo<\/strong>\u00a0(prendendo a riferimento i laureati del 2020),\u00a0<strong>salgono rispettivamente al 5,1% e al 6,3%<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"1\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><strong>La fuga d&#8217;oro: all&#8217;estero si guadagna il 60% in pi\u00f9 e il rientro \u00e8 un miraggio<\/strong><\/p>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">La spinta che porta i laureati italiani a varcare i confini \u00e8, come detto, anzitutto economica. AlmaLaurea mostra un divario retributivo netto: a un anno dal titolo,\u00a0<strong>chi lavora all\u2019estero percepisce in media 2.290 euro netti al mese, contro i 1.452 euro di chi resta in Italia\u00a0<\/strong>(+57,6%). Una forbice che si allarga\u00a0<strong>a cinque anni<\/strong>, arrivando a un +59,9% con\u00a0<strong>buste paga medie di 2.941 euro mensili oltre confine a fronte dei 1.840 euro racimolabili sul territorio nazionale<\/strong>. Inoltre, l&#8217;estero garantisce tempi di inserimento nel lavoro pi\u00f9 rapidi (5,7 mesi contro 6,7).<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Basterebbero questi dati per spiegare perch\u00e9 l&#8217;emigrazione sia una scelta a lungo termine. Interrogati sulla<strong>\u00a0possibilit\u00e0 di tornare<\/strong>, il 37,0% dei laureati italiani all\u2019estero definisce tale\u00a0<strong>scenario &#8220;molto improbabile&#8221;<\/strong>\u00a0e il 31,5% &#8220;poco probabile&#8221;: per quasi sette laureati su dieci (68,5%), il rientro entro cinque anni \u00e8 dunque un miraggio. Solo il 15,4% ritiene il rientro \u201cmolto probabile\u201d, mentre il 15,7% non si esprime.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"2\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Anche le ragioni dell&#8217;addio sono chiare: il 29,8% degli emigrati \u00e8 partito per la mancanza di opportunit\u00e0 di lavoro adeguate in Italia, il 29,1% per aver ricevuto un&#8217;offerta interessante da aziende estere, e l\u201911,5% per la carenza di fondi per la ricerca in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><strong>L\u2019altra faccia della medaglia: l\u2019Italia trattiene i talenti stranieri<\/strong><\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Dall\u2019altro lato della medaglia, se la fuga dei neolaureati italiani \u00e8 una ferita aperta, il sistema universitario mostra parallelamente un&#8217;insospettabile capacit\u00e0 di ritenzione dei\u00a0<strong>cittadini stranieri che compiono nel nostro Paese il percorso accademico<\/strong>. A un anno dal titolo \u201citaliano\u201d,\u00a0<strong>il 67,9% dei laureati stranieri con diploma estero sceglie di rimanere a lavorare in Italia<\/strong>, quota che a cinque anni si attesta al 56,2%.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Questo flusso di permanenza \u00e8 guidato in larga parte da una\u00a0<strong>forte componente femminile<\/strong>. Se a un anno dal titolo non si registrano differenze significative tra i generi, a cinque anni emerge un divario netto: gli uomini stranieri scelgono pi\u00f9 frequentemente l&#8217;emigrazione o il rientro in patria (lavora all&#8217;estero il 47,3% di loro), mentre le donne mostrano una spiccata tendenza alla stanzialit\u00e0. Solo il 38,5% delle laureate straniere lavora fuori dall&#8217;Italia a cinque anni, il che significa che oltre il 61% preferisce stabilizzarsi nel nostro mercato del lavoro, riducendo la mobilit\u00e0 una volta inserita nel tessuto italiano.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><strong>L&#8217;identikit di chi parte: i fattori che incentivano la &#8220;fuga&#8221;<\/strong><\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Tornando ai nostri \u201ccervelli in fuga\u201d, l\u2019analisi di AlmaLaurea consente di tracciare pure un identikit preciso di chi sceglie la via dell\u2019estero. Si tratta dei\u00a0<strong>profili accademici pi\u00f9 brillanti<\/strong>: lavora all&#8217;estero il 5,6% dei laureati con voti d&#8217;esame pi\u00f9 elevati (contro il 3,4% di chi ha voti inferiori), e il 5,0% di chi si laurea in corso (o con al massimo un anno di ritardo rispetto al piano di studi) rispetto al 2,4% di quanti ci mettono pi\u00f9 tempo a conseguire il titolo.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Inoltre, chi ha studiato per un periodo all&#8217;estero durante l&#8217;universit\u00e0 &#8211; partecipando, ad esempio, al programma Erasmus &#8211; mostra (a cinque anni dalla laurea) una propensione a lavorare oltreconfine del 13,0% rispetto al 2,8% di chi non ha mai viaggiato.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Sulla scelta di partire, per\u00f2, pesano anche la<strong>\u00a0provenienza geografica e l&#8217;estrazione socio-culturale<\/strong>. Emigrano soprattutto i laureati del Nord (6,1% a cinque anni contro il 2,1% del Sud) e chi ha alle spalle famiglie con genitori laureati (5,6% degli italiani e 42,6% degli stranieri). Chi proviene da contesti meno scolarizzati tende, invece, a rimanere in Italia per lavoro.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\"><\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Mentre analizzando<strong>\u00a0le lauree che predispongono di pi\u00f9 alla \u201cfuga\u201d<\/strong>, in testa troviamo soprattutto quelle delle aree tecnologiche: a cinque anni lavora all&#8217;estero il 13,0% dei laureati in Informatica e ICT, il 10,3% dei dottori in ambito Scientifico e il 9,0% in Ingegneria industriale.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">I laureati stranieri che rimangono in Italia, invece, appartengono principalmente a settori strategici per il nostro welfare, come l&#8217;area Medico-sanitaria e Farmaceutica (dove resta il 73,6% a cinque anni) oppure quella di Architettura e Ingegneria civile (68,5% di stanzialit\u00e0).<\/p>\n<h1 data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><span style=\"color: #0000ff;\">ARTICOLO VIII<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">La pensione? La passo all\u2019estero. Ecco i numeri e i Paesi scelti dagli italiani per risparmiare<\/h1>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">\u00abLa migrazione previdenziale \u00e8 una tendenza strutturale\u00bb, spiega il report Istat \u201cgli italiani all\u2019estero\u201d mettendo nero su bianco come a lasciare l\u2019Italia non sono solo i\u00a0<a href=\"https:\/\/www.italiaoggi.it\/economia-e-politica\/fuga-dei-cervelli-109mila-giovani-hanno-lasciato-litalia-nel-2025-la-sicilia-guida-lesodo-wh7s79cn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;destination&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:1,&quot;c.t&quot;:7}\">giovani<\/a>. I pensionati che scelgono di godersi la pensione all\u2019estero lo fanno sia per\u00a0<strong>vantaggi di natura fiscale<\/strong>, sia perch\u00e9 spostandosi ottengono un costo della vita inferiore a quello italiano,\u00a0il che consente loro di beneficiare di un potere d\u2019acquisto superiore a parit\u00e0 di trattamento pensionistico. A questi fattori di natura economica si affiancano\u00a0<strong>motivazioni familiari<\/strong>, legate dunque anche al ricongiungimento con figli o nipoti gi\u00e0 residenti all\u2019estero.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"0\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Entrando nel vivo dei numeri, al 31 dicembre 2024 i cittadini italiani residenti all\u2019estero titolari di un trattamento pensionistico risultano essere 347mila e il 54% ha scelto un altro paese Europeo per trascorrere la pensione.\u00a0Segue poi il 39,6% che ha guardato verso il continente americano, il 3,6% l\u2019Oceania, l\u20191,8% l\u2019Africa e l\u20191,1% l\u2019Asia.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Entrando pi\u00f9 nel dettaglio, la\u00a0<strong>Spagna\u00a0<\/strong>(13.000) e il\u00a0<strong>Portogallo\u00a0<\/strong>(4.000) sono tra i paesi con la maggiore presenza di pensionati italiani residenti, destinazioni che risultano favorite per ragioni legate al costo e alla qualit\u00e0 della vita o a benefici fiscali. Al di fuori dei confini europei si segnala la Tunisia, con 3.000 pensionati italiani, il 91,5% dei quali \u00e8 nato in Italia, seguito dalla Croazia (3mila) e la Romania (2.500).<\/p>\n<h2 id=\"heading1\" class=\"article-sub-heading\"><strong>Il luogo di nascita come variabile<\/strong><\/h2>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Infine, il report Istat analizza anche la distribuzione per luogo di nascita che varia significativamente in funzione del Paese di residenza, riflettendo l\u2019evoluzione storica dei flussi migratori degli italiani. Tra i principali Paesi europei, dove risiede la maggior parte dei pensionati italiani, troviamo infatti Germania, Svizzera, Francia, Belgio e Regno Unito. In questi paesi la quota di nati in Italia oscilla tra l\u201980% e il 90%. In America centro-meridionale, invece, la quota di pensionati nati in Italia si ferma al 36,5%. Questo dato evidenzia non solo la presenza di<strong>\u00a0emigrati di prima e seconda generazione<\/strong>\u00a0che beneficiano di pensioni erogate anche dall\u2019Italia, ma pure l\u2019elevata incidenza di individui che hanno acquisito la cittadinanza italiana per discendenza e che oggi percepiscono un trattamento pensionistico.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">ARTICOLO VIV<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Italiani all\u2019estero, con la riforma sulla cittadinanza del 2025 meno neonati italiani in Argentina e in Brasile<\/h1>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Complici le nuove e pi\u00f9 stringenti norme sulla cittadinanza per discendenza, nel 2025 le nascite di italiani all\u2019estero sono crollate. La battuta d\u2019arresto \u00e8 stata brusca: sono passate dalle 26mila registrate nel 2024 a 16mila, con una contrazione del 37,1 per cento. Il calo interessa prevalentemente l\u2019America (-55%), e soprattutto l\u2019area centro-meridionale del continente (-59,7%). E dato che i decessi, al contrario, sono rimasti sostanzialmente stabili, il saldo naturale \u00e8 risultato positivo di appena 3mila unit\u00e0, a fronte delle 13mila dell\u2019anno precedente. Il risultato \u00e8 un deciso rallentamento della crescita del numero di italiani residenti fuori dai confini nazionali. A segnalarlo \u00e8 un report dell\u2019Istat pubblicato il 3 settembre.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">A pesare sul drastico calo delle nascite, secondo l\u2019Istituto, \u00e8 stata anche \u00abla nuova normativa sulla cittadinanza, entrata in vigore nel 2025, che ha ristretto i casi di trasmissione automatica della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) ai figli nati all\u2019estero\u00bb.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il decreto sulla cittadinanza \u00e8 stato convertito in legge a maggio 2025 e ha introdotto limitazioni all\u2019esercizio dello ius sanguinis. Nello specifico prevede che i discendenti di cittadini italiani, se nati all\u2019estero, otterranno automaticamente la cittadinanza solo per due generazioni, limitando questa possibilit\u00e0 unicamente a chi ha almeno un genitore o un nonno nato nel nostro paese.<\/p>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il calo delle nascite \u00e8 risultato particolarmente drastico in America centro-meridionale. In Brasile e in Argentina, paesi che storicamente accolgono un\u2019ampia comunit\u00e0 di italiani, nel 2025 \u00e8 stato registrato un crollo rispettivamente del 66,6% e del 55,8 per cento. \u00c8 stata significativa anche la riduzione in Europa (-33,2%), con diminuzioni particolarmente marcate nel Regno Unito (-44,2%), in Germania (-42,7%) e in Spagna (-34,4%). Pi\u00f9 contenuti, invece, pur restando rilevanti, i cali rilevati in Africa (-20,2%), Asia (-16,6%) e Oceania (-11,8%).<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"1\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il numero di italiani residenti all\u2019estero, quindi, nel 2025 \u00e8 aumentato, ma a un ritmo pi\u00f9 lento rispetto all\u2019anno precedente: dal +4,6% registrato nel 2024 si \u00e8 passati a un +2,8 per cento. I dati pubblicati dall\u2019Istat indicano che il totale, al 31 dicembre 2025, ammonta a 6 milioni e 604mila, per un aumento di 183mila unit\u00e0 rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno. Crescono sia gli uomini, che costituiscono il 51,6% della popolazione italiana all\u2019estero (sono 3 milioni e 406mila), sia le donne, che ammontano in totale a 3 milioni e 197mila unit\u00e0.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Il rallentamento della crescita deriva dalla riduzione del contributo della dinamica naturale, dovuto a un tasso di natalit\u00e0 degli italiani all\u2019estero \u00abparticolarmente basso\u00bb, che si attesta al 2,5 per mille, neanche la met\u00e0 di quello che si registra sul territorio italiano (6 per mille). Spiccano in questo senso i connazionali residenti in Asia (8,3 per mille) e in Africa (5,1 per mille), anche se si tratta di aree con un peso contenuto sul totale delle nascite. Il tasso \u00e8 nettamente inferiore in Europa, dove si ferma al 3,5 per mille. A livello continentale, i valori pi\u00f9 elevati si rilevano nei Paesi Bassi (4,8 per mille) e in Svizzera (4,2 per mille). I dati riguardanti l\u2019America, complice anche una struttura per et\u00e0 della popolazione pi\u00f9 anziana, sono significativamente inferiori: 1 per mille nell\u2019intero continente e 0,9 per mille nella sola America centro-meridionale.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"2\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Anche il tasso di mortalit\u00e0 all\u2019estero \u00e8 nettamente inferiore rispetto a quello registrato sul suolo della penisola ed \u00e8 pari al 2,1 per mille, meno di un quinto di quello osservato in Italia (11,1 per mille). Le marcate differenze che si riscontrano su base territoriale sono da attribuire alla struttura anagrafica delle comunit\u00e0 italiane residenti nei vari continenti. La mortalit\u00e0 risulta inevitabilmente pi\u00f9 elevata nei paesi europei di pi\u00f9 antica emigrazione, come Francia (4,8 per mille), Germania e Svizzera (4,2 per mille entrambi), dove la popolazione italiana \u00e8 pi\u00f9 anziana In generale, l\u2019Europa \u00e8 caratterizzata dal valore pi\u00f9 elevato, con un tasso del 3,3 per mille, seguita da Africa (2,9 per mille), Asia (1,6 per mille), America settentrionale (1,0 per mille) e America centro-meridionale (0,5 per mille). Il livello pi\u00f9 basso, invece, si registra in Oceania, con lo 0,4 per mille.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\"><\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Sono in aumento, seppur lieve, i decessi tra gli italiani all\u2019estero, in crescita del 2,4%, per un totale di 13mila unit\u00e0. La maggior parte di essi si concentra in Europa (85,6%). Segue l\u2019America con l\u201911,2 per cento. L\u2019incremento dei decessi riguarda in particolar modo l\u2019Africa (+24,6%), l\u2019Asia (+19,0%) e l\u2019America settentrionale (+8,9%). La crescita \u00e8 molto pi\u00f9 contenuta in Europa, con un +3 per cento.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Nel 2025 si \u00e8 assistito a un netto calo degli espatri: sono stati 109mila, il 22,7% in meno rispetto all\u2019anno precedente. La causa principale, secondo l\u2019Istat, \u00e8 l\u2019eccezionale numero di iscrizioni all\u2019Aire registrato nel 2024 a seguito dell\u2019introduzione di regole pi\u00f9 stringenti: \u00abLa nuova normativa ha determinato una forte concentrazione delle registrazioni nel 2024, amplificando di conseguenza la riduzione osservata nel confronto con il 2025\u00bb.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Sono diminuiti anche i rimpatri, seppur in misura minore: sono stati circa 56mila (-3,4%). Il saldo migratorio con l\u2019estero resta quindi positivo, attestandosi a circa 53mila unit\u00e0, quasi 30mila in meno rispetto al 2024.<\/p>\n<h1><span style=\"color: #0000ff;\">ARTICLE X<\/span><\/h1>\n<h1 class=\"viewsHeaderText\">Sono partito per l\u2019Australia 12 anni fa e vorrei tornare, ma l\u2019Italia non mi sembra cambiata<\/h1>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><em>La redazione di Fanpage.it raccoglie le testimonianze di chi ha deciso di lasciare l&#8217;Italia e cambiare vita. Se anche tu hai una storia da raccontare al nostro giornale,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/segnalazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;destination&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:1,&quot;c.t&quot;:7}\">puoi farlo cliccando a questo link.<\/a><\/em><\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">&#8220;<strong>Sono partito 12 anni fa<\/strong>, nel 2014, per l&#8217;<strong>Australia<\/strong>. Ho scelto di andare via per tanti motivi, ero giovane, volevo fare un&#8217;esperienza all&#8217;estero, imparare l&#8217;inglese. All&#8217;epoca lavoravo gi\u00e0 nelle\u00a0<strong>costruzioni<\/strong>, ma in maniera\u00a0<strong>precaria<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>senza contratto.<\/strong>\u00a0Quindi, ho fatto come hanno fatto e fanno ancora tanti&#8221;.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"0\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div class=\"root\"><\/div>\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\"><strong>Alessandro,<\/strong>\u00a041 anni, originario della provincia di\u00a0<strong>Caserta,<\/strong>\u00a0comincia cos\u00ec a raccontare a\u00a0<em>Fanpage.it<\/em>\u00a0la sua storia di\u00a0<strong>italiano all&#8217;estero.<\/strong>\u00a0Ci spiega che in questi anni lontano dall&#8217;Italia ha viaggiato molto, visitato tanti Paesi, vissuto anche in Nuova Zelanda e ottenuto la\u00a0<strong>cittadinanza australiana.<\/strong><\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">&#8220;Ma con gli anni, visto che non sono sposato e non ho figli, sto mettendo sul piatto diverse cose, la\u00a0<strong>lontananza dalla famiglia<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>dalla mia terra\u00a0<\/strong>iniziano a pesarmi molto&#8221;, aggiunge. Il 41enne spiega che vorrebbe tornare in Italia per stare vicino ai suoi genitori e per il &#8220;bisogno di tornare a casa&#8221;.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Un desiderio che, tuttavia, teme di non poter realizzare. &#8220;Vedo che nel nostro Paese\u00a0<strong>si respira la stessa aria<\/strong>, c&#8217;\u00e8 un po&#8217; un\u00a0<strong>pessimismo<\/strong>\u00a0generale e\u00a0<strong>uno stato di rassegnazione nelle persone.\u00a0<\/strong>Ci sono sicuramente problemi di lavoro e di soldi, ma noi italiani pensiamo anche\u00a0<strong>che le cose non possano mai cambiare<\/strong>&#8220;, commenta.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"1\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div class=\"root\"><\/div>\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"continue-read-break\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Ed effettivamente, secondo Alessandro, che ogni tanto rientra nel nostro Paese, &#8220;<strong>\u00e8 cambiato poco o niente.\u00a0<\/strong>Nel mondo del lavoro non esiste meritocrazia o non ci si pu\u00f2 reinventare. Contano le conoscenze e le raccomandazioni, cosa che in Australia non esistono, dove non contano l&#8217;et\u00e0 o l&#8217;e<strong>sperienza<\/strong>\u00a0pregressa&#8221;.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">&#8220;Io vengo da un mondo, quello delle costruzioni, dove l&#8217;ambiente non \u00e8 il massimo e, come accade anche in altri settori, in molte realt\u00e0\u00a0<strong>non vogliono farti crescere,\u00a0<\/strong>non mettono in regola i lavoratori. \u00c8 una situazione che\u00a0<strong>demoralizza<\/strong>\u00a0chi invece vorrebbe fare di pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Alessandro ribadisce il fatto che &#8220;ci sono\u00a0<strong>tante persone che vorrebbero tornare,<\/strong>\u00a0ma sono bloccate perch\u00e9 si dicono: \u2018Se rientro, che faccio?&#8217;. Allo stesso tempo per\u00f2 poi viviamo male questa condizione perch\u00e9 i genitori invecchiano, non vorremmo stare via per sempre&#8221;.<\/p>\n<p class=\"\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">&#8220;In altri Paesi ci sono<strong>\u00a0condizioni di lavoro migliori<\/strong>\u00a0e il rapporto tra\u00a0<strong>salari<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>costo<\/strong>\u00a0<strong>della vita<\/strong> \u00e8 superiore. Perch\u00e9 non siamo come loro? Perch\u00e9 dobbiamo andare altrove quando potremmo avere le stesse condizioni?&#8221;, si chiede Alessandro.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\">\n<div class=\"articlePageIntraArticleFullWidth ad-slot-placeholder left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad intra-ad-rm-bg intra-ad-rm-h\" data-ad-index=\"2\">\n<div class=\"left-image-intra-ad full-bleed-image-intra-ad\">\n<div class=\"responsive-views-ad-container\">\n<div id=\"popover-feed-card-slot\" class=\"popover-slot\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">&#8220;Molti adesso mi risponderanno: \u2018Tornatene da dove sei venuto finch\u00e9 sei in tempo&#8217; o \u2018Chi te lo fa fare di tornare in Italia?&#8217;. Ma io non voglio pensarla cosi&#8221;, prosegue il 41enne.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">&#8220;Appartengo a quella categoria moderna di viaggiatori che sono andati all&#8217;estero da soli, lontano dalla famiglia e dalla propria cultura, ma\u00a0<strong>non \u00e8 facile vivere e lavorare all&#8217;estero.<\/strong>\u00a0\u2013 aggiunge ancora \u2013 Dopo che hai fatto tante esperienze metti sul piatto non solo il valore economico ma anche quello umano&#8221;.<\/p>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">Se d\u00e0 un lato c&#8217;\u00e8 chi dice ad Alessandro di non rientrare, dall&#8217;altro c&#8217;\u00e8 anche chi resta stupito dal fatto che abbia lasciato l&#8217;Italia: &#8220;<strong>All&#8217;estero molti ci invidiano per quello che abbiamo.<\/strong>\u00a0\u2013 racconta \u2013 Ogni tanto mi sento dire da gente che ha visitato il nostro Paese: \u2018Ma chi te lo fa fare stare all&#8217;estero? Tu vieni dall&#8217;Italia&#8217;. Ma un conto \u00e8 viverci, un altro \u00e8 andarci in vacanza&#8221;.<\/p>\n<div class=\"intra-article-module\" data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;intraArticle&quot;,&quot;t&quot;:13}\"><\/div>\n<p data-t=\"{&quot;n&quot;:&quot;blueLinks&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;a&quot;:&quot;click&quot;,&quot;b&quot;:76}\">&#8220;Il problema \u00e8 che\u00a0<strong>o te ne vai o accetti tutto quello che ti viene imposto<\/strong>, compromessi e situazioni che sono sbagliate, lo vedo da fuori. \u2013 conclude \u2013 Io vorrei tornare perch\u00e9 l&#8217;Italia \u00e8 il mio Paese e i miei genitori stanno invecchiando. Ma bisognerebbe\u00a0<strong>cambiare tutto questo<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Iran non sta vincendo la guerra e sta anche perdendo il controllo di Hormuz: l\u2019analisi oltre la propaganda del regime e dei media internazionali &nbsp; La\u00a0Repubblica islamica\u00a0sta perdendo la sua&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1152"}],"collection":[{"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1152"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1152\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1171,"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1152\/revisions\/1171"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/shahed.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}