KALININGRAD

Carri armati verso la Lituania: simulato scenario di ammutinamento a Kaliningrad

Immaginiamo la seguente situazione: nell’oblast’ russo di Kaliningrad scoppia una rivolta. Un gruppo di ribelli cattura il governatore della regione e lo prende in ostaggio, poi pianifica di inviare carri armati e reparti militari oltre il confine con la Lituania, un Paese membro della NATO.

L’obiettivo dei ribelli è chiaro: provocare uno scontro con l’Alleanza Atlantica. Contano sul fatto che il conflitto costringerà Mosca a impegnare forze maggiori e, di conseguenza, porterà a una guerra su vasta scala tra la Russia e l’Occidente.

Non è la descrizione di eventi reali. È uno dei tre scenari di crisi simulati la settimana scorsa in Lituania.

Alla simulazione hanno partecipato accademici, ex diplomatici ed esperti provenienti dal Regno Unito e da altri Paesi europei. Interpretavano i rappresentanti della Russia, i ribelli e i singoli Stati membri della NATO. Le esercitazioni sono state seguite dal sito britannico “Defence Insider”, di proprietà di Sky News.

Un gioco in cui è la Russia a trovarsi sotto pressione

Le esercitazioni sono state organizzate dal nuovo think tank Baltic International Security Centre, in collaborazione con l’Università lituana di Management ed Economia ISM.

Tra gli organizzatori c’era Edward Lucas, giornalista britannico ed esperto di questioni russe. Come ha sottolineato, l’obiettivo della simulazione era guardare alla sicurezza della regione da una prospettiva diversa rispetto a quella che domina nei tradizionali war game militari.

Nei tradizionali scenari è la Russia a lanciare l’offensiva, costringendo la NATO a reagire. Questa volta, la situazione è stata rovesciata. Questa volta sotto pressione c’era Mosca.

Lucas critica gli scenari che partono dal presupposto che la NATO resti passiva, limitandosi a osservare l’ingresso delle truppe russe nei Paesi baltici. A suo avviso, un’ipotesi del genere non rispecchia la realtà.

Lituania, Lettonia ed Estonia, Paesi che si trovano direttamente sul fianco orientale della NATO, comprendono la natura della minaccia molto meglio dei partner più lontani. Sono più sensibili ai segnali che arrivano dalla Russia e si preparano all’eventualità di una crisi improvvisa.

Kaliningrad, l’enclave russa circondata dalla NATO

Al centro dello scenario c’è l’oblast’ di Kaliningrad, l’enclave russa situata tra la Polonia e la Lituania.

Si tratta di un territorio abitato da quasi un milione di persone, che non ha un collegamento terrestre diretto con il resto della Russia. Dal punto di vista di Mosca, la sua posizione ha un’enorme importanza strategica, ma rappresenta anche una seria vulnerabilità.

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